ERBE INFESTANTI - Monocotiledoni
Giavone comune (echinochloa crus-galli)

Il Giavone comune è una graminacea annuale infestante nota per la sua crescita vigorosa e la capacità di sottrarre rapidamente acqua e nutrienti (soprattutto azoto) alla coltura del mais, compromettendone lo sviluppo iniziale.
Le soluzioni consigliate per il controllo sono:
- In pre-emergenza: Intervenire con prodotti come Adengo o Lumestra per bloccare preventivamente la germinazione e mantenere il campo pulito fin dall'inizio.
- In post-emergenza: Se la pianta è già nata, è possibile intervenire con Capreno sulle malerbe nelle prime fasi di vita, oppure utilizzare Equip come soluzione risolutiva su esemplari già ben sviluppati.
Sorghetta (Sorghum halepense)

La Sorghetta è una graminacea perennante estremamente aggressiva, capace di rigenerarsi e diffondersi rapidamente grazie a robusti rizomi sotterranei che soffocano le colture. La sua capacità di ricacciare la rende una delle infestanti più difficili da eradicare completamente.
Per un controllo efficace, la strategia prevede:
- In pre-semina: L'uso di diserbi sistemici totali come Roundup o Glifene, fondamentali per colpire direttamente il rizoma e azzerare l'infestazione nel campo.
- In post-emergenza (su mais): L'impiego di
Equip, il prodotto di riferimento per bloccare e seccare i ricacci della malerba senza danneggiare la coltura già nata.
Cipollino, Cipero o Zigolo (Cyperus esculentus)

Il Cipollino (o Cipero/Zigolo) è una ciperacea estremamente ostica, dotata di un apparato radicale a tuberi che funge da riserva energetica. Questa struttura lo rende invasivo, competitivo per i nutrienti e particolarmente resistente ai comuni erbicidi.
A causa della sua difficoltà di eradicazione, la strategia di difesa prevede:
- In pre-semina: L'impiego di prodotti a base di glifosate come Roundup, utile per colpire i germogli emergenti e indebolire la pianta.
- In pre-emergenza: L'uso di Lumestra che, grazie al principio attivo mesotrione, assicura un efficace contenimento e la bruciatura dei germogli in fase di sviluppo.
- In post-emergenza: Il
Sempra è il prodotto d'elezione per un intervento mirato; la sua capacità di traslocare verso i tuberi sotterranei permette di devitalizzare la pianta alla radice, bloccando il ciclo di riproduzione e garantendo una pulizia del campo duratura.
Sanguinella (Digitaria sanguinalis)

La Sanguinella è una graminacea annuale dal portamento prostrato, capace di radicare rapidamente al suolo e creare fitti tappeti che soffocano le giovani piante di mais, sottraendo loro luce e spazio vitale. Se non gestita tempestivamente, la sua aggressività può compromettere seriamente la crescita della coltura.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'impiego di miscele a base di Adengo o Lumestra permette di bloccare la germinazione, impedendo alla pianta di spuntare.
- In post-emergenza: Se l'infestante è già visibile o è sfuggita ai primi trattamenti, il
Capreno è il prodotto più performante per un abbattimento rapido ed efficace.
Pabbio / Panicastrella (Setaria spp.)

Il Pabbio (o Panicastrella) è un’infestante a ciclo estivo che forma cespi densi e spighette setolose. Grazie al suo sviluppo estremamente rapido e fitto, può tappezzare interi appezzamenti, entrando in forte competizione con il mais e riducendo drasticamente le rese finali.
Il controllo ottimale prevede:
Coda di volpe (Alopecurus myosuroides)

A differenza delle altre malerbe, la Coda di volpe è una graminacea a ciclo autunno-vernino che si sviluppa rapidamente con il freddo e le piogge invernali. Il pericolo maggiore è la sua precocità: può infestare massicciamente i campi già prima della semina primaverile, sottraendo risorse preziose al terreno.
Per una corretta gestione, è necessario intervenire prima delle lavorazioni:
ERBE INFESTANTI - Dicotiledoni
Amaranto (Amaranthus retroflexus)

L'Amaranto è una dicotiledone a crescita esplosiva capace di produrre migliaia di semi per pianta, saturando rapidamente il terreno e generando una competizione feroce per i nutrienti. La sua pericolosità è accentuata dall'alto rischio di sviluppare resistenze, caratteristica che lo rende una delle infestanti più temute per la produttività di mais e soia.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'utilizzo di trattamenti preventivi con Adengo o Lumestra (su mais) è fondamentale per creare una pellicola protettiva che blocchi la nascita dei semi.
- In post-emergenza: Per eliminare le piante già nate o sfuggite ai primi interventi, il ricorso a Laudis o Capreno assicura un abbattimento rapido grazie alla loro azione sbiancante e sistemica.
Cencio molle (Abutilon theophrasti)

Il Cencio molle è una dicotiledone caratterizzata da foglie cuoriformi di enormi dimensioni che creano una fitta ombra sulla coltura, bloccando la radiazione solare e arrestando lo sviluppo del mais. La sua velocità di crescita gli permette di superare rapidamente in altezza le piante coltivate, sottraendo loro spazio vitale e vigoria nelle fasi più critiche.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'impiego di prodotti residuali come Adengo o Lumestra è la soluzione ideale per contenere le prime ondate di germinazione e mantenere il campo pulito fin dalla semina.
- In post-emergenza: Se l'infestante è già emersa, il Laudis si conferma il killer assoluto per questa specie, agendo con estrema rapidità e distruggendo la pianta in pochi giorni grazie alla sua potente azione fogliare.
Farinaccio o Farinello (Chenopodium album)

Il Farinaccio (o Farinello comune) è una dicotiledone estremamente vorace, nota per la sua capacità di sottrarre al terreno massicce quantità di nutrienti, in particolare l'azoto, impoverendo il suolo a scapito della coltura. La sua adattabilità e l'elevata produzione di semi lo rendono un avversario temibile che può colonizzare rapidamente interi appezzamenti di mais e soia.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'applicazione di Adengo o Lumestra nel mais garantisce un controllo eccellente bloccando lo sviluppo delle giovani plantule prima che possano competere con la coltura.
- In post-emergenza: In caso di emergenze tardive o su infestanti già sviluppate, prodotti come
Laudis o
Capreno offrono un'efficacia risolutiva, permettendo un salvataggio rapido e una pulizia completa del campo.
Erba morella (Solanum nigrum)

L'Erba morella è una dicotiledone particolarmente insidiosa, temuta soprattutto nella coltivazione della soia per le sue bacche scure e succose che, rompendosi durante la raccolta, imbrattano la granella e ne compromettono la qualità commerciale. Oltre al danno estetico e tossicologico, questa pianta compete vigorosamente per luce e nutrienti, ostacolando le normali operazioni meccaniche in campo.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'applicazione su mais di Adengo o Lumestra garantisce una protezione efficace e duratura fin dalle prime fasi.
- In post-emergenza: Se l'infestante compare tra le file di mais, il
Laudis rappresenta la soluzione d'elezione, capace di colpire selettivamente la pianta e bloccarne lo sviluppo prima che possa produrre le bacche.
Poligono o Persicaria (Polygonum persicaria)

Il Poligono (o Persicaria) è una dicotiledone tipica degli ambienti umidi che tende a infestare gli strati bassi della vegetazione, creando una fitta competizione per l'acqua proprio a ridosso del suolo. Grazie alla sua capacità di adattamento, può diffondersi rapidamente nelle zone più fresche del campo, sottraendo risorse preziose alle giovani piante di mais durante le fasi di accrescimento.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'impiego preventivo di Adengo o Lumestra assicura un controllo residuale efficace, bloccando la germinazione del seme negli strati superficiali del terreno.
- In post-emergenza: Se l'infestante riesce a svilupparsi o compare tardivamente, il ricorso al
Laudis garantisce un intervento fogliare risolutivo, portando la pianta a un rapido disseccamento e liberando la coltura dalla competizione.
Poligono convolvolo (Fallopia convolvulus)

Il Poligono convolvolo (o Convolvolo) è una dicotiledone rampicante estremamente insidiosa che utilizza gli steli del mais e della soia come supporto per elevarsi, avvinghiandoli in una morsa che ne causa spesso l'allettamento. Grazie al suo apparato radicale profondo e ramificato, è in grado di rigenerarsi e competere aggressivamente per le risorse idriche, rendendo molto difficoltose le operazioni di raccolta meccanica.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-semina: L'impiego del Roundup è fondamentale per ripulire il letto di semina e colpire le piante già emerse, riducendo la pressione dell'infestante prima della nascita della coltura.
- In post-emergenza (Mais): Per un controllo definitivo, l'uso del
Joker (dicamba) risulta indispensabile; trattandosi di un erbicida ormonico sistemico, è l'unico capace di traslocare fino alla radice, devitalizzando completamente la pianta ed evitandone il ricaccio.
Porcellana comune (Portulaca oleracea)

La Porcellana comune è una dicotiledone strisciante e carnosa che si sviluppa rapidamente coprendo il suolo come un fitto tappeto, impedendo il corretto riscaldamento del terreno e sottraendo acqua preziosa grazie alla sua natura succulenta. Sebbene abbia un portamento prostrato, la sua capacità di colonizzare ogni spazio vuoto la rende un'infestante molto competitiva nelle prime fasi di sviluppo del mais.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: L'impiego preventivo di Adengo o Lumestra rappresenta la soluzione più efficace, poiché permette di gestire l'infestante direttamente durante la fase di germinazione, prima che si stabilizzi nel campo.
- In post-emergenza: Se la pianta è già visibile, l'uso del
Laudis garantisce un ottimo controllo, a patto di intervenire tempestivamente quando l'infestante è ancora di piccole dimensioni e non ha ancora sviluppato la sua tipica resistenza alla siccità.
Stramonio (Datura stramonium)

Lo Stramonio è una dicotiledone estremamente robusta e vigorosa, nota per la sua elevata tossicità e per la capacità di competere aggressivamente con il mais per nutrienti e spazio. Grazie al suo rapido sviluppo e al portamento eretto, può superare facilmente la coltura in altezza, diventando una presenza ingombrante che ostacola la crescita e può contaminare i foraggi con i suoi alcaloidi pericolosi.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: Sebbene sia una pianta molto resistente, l'impiego preventivo di Adengo o Lumestra aiuta a ridurre sensibilmente la pressione dell'infestante fin dalle prime fasi di germinazione.
- In post-emergenza: Per un controllo risolutivo su piante già sviluppate, l'uso di
Joker o
Laudis in post-emergenza avanzata permette di sfruttare l'azione ormonica o quella sbiancante per abbattere efficacemente anche gli esemplari più coriacei.
Nappola (Xanthium strumarium)

La Nappola è una dicotiledone estremamente tenace che produce frutti legnosi e spinosi, capaci di rimanere vitali nel terreno per molti anni. La sua rapida velocità di crescita e la robustezza del fusto le permettono di competere aggressivamente con il mais, sottraendo luce e nutrienti, mentre le sue "nappole" aderiscono al pelo del bestiame o ai macchinari, facilitandone la diffusione incontrollata.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: Sebbene il controllo preventivo sia utile per ridurne la pressione iniziale, la scalarità della sua nascita rende necessari trattamenti con Adengo o Lumestra per colpire le prime ondate di germinazione.
- In post-emergenza: Per una pulizia completa e definitiva del campo, l'uso del
Joker (dicamba) è la soluzione più efficace, poiché la sua azione sistemica riesce a stroncare la pianta anche in fasi di sviluppo avanzate; in alternativa, il
Laudis offre un ottimo supporto grazie alla sua rapidità d'azione.
Acalifa (Acalypha virginica)

L'Acalifa è un'infestante dicotiledone di "sostituzione" particolarmente insidiosa, poiché tende a germinare tardivamente quando l'efficacia dei primi trattamenti inizia a calare. Grazie a questa nascita scalare, riesce a occupare gli spazi lasciati liberi dalle altre erbe, sfuggendo ai diserbi tradizionali e creando un'infestazione persistente nel sottobosco della coltura del mais.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: È fondamentale puntare sulla forte residualità di prodotti come Adengo (utilizzato ad alto dosaggio) o Lumestra, che garantiscono una protezione prolungata nel tempo capace di contrastare le nascite più tardive.
- In post-emergenza: Se l'infestante emerge dopo i primi passaggi, un intervento mirato con il
Laudis permette di colpire le nuove plantule in modo selettivo, assicurando una pulizia completa del campo fino alla raccolta.
Topinambur (Helianthus tuberosus)

Il Topinambur è una dicotiledone perenne estremamente vigorosa e invasiva, capace di colonizzare interi appezzamenti grazie alla sua riproduzione tramite tuberi sotterranei. La sua crescita imponente e la capacità di rigenerarsi rapidamente lo rendono un competitore formidabile che sottrae luce e spazio al mais, risultando quasi impossibile da eradicare con i soli interventi superficiali.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-semina: È fondamentale intervenire con il Roundup o Glifene per colpire direttamente i tuberi presenti nel terreno e devitalizzarli prima che la coltura venga seminata.
- In post-emergenza (Mais): Se l'infestante compare nel mais già nato, la miscela
Joker +
Equip rappresenta l'unica soluzione realmente efficace; la sua azione sistemica permette di penetrare nei tessuti della pianta e stroncare il vigore dei tuberi, bloccandone la diffusione.
Zucca matta (Sicyos angulatus)

La Zucca matta è una liana rampicante estremamente devastante, capace di produrre tralci lunghi diversi metri che si avviluppano al mais fino a soffocarlo completamente. La sua crescita è talmente rapida e aggressiva che può abbattere intere parcelle sotto il peso della sua vegetazione, rendendo la trebbiatura quasi impossibile e causando perdite produttive totali nelle aree colpite.
Le strategie di intervento suggerite sono:
- In pre-emergenza: Sebbene i trattamenti residuali possano aiutare, la scalarità e la forza di questa pianta rendono necessario un monitoraggio costante fin dalle primissime fasi.
- In post-emergenza (Mais): È fondamentale intervenire tempestivamente con il
Sempra per fermare lo sviluppo dei tralci prima che inizino ad arrampicarsi sulle piante di mais; questi prodotti assicurano l'efficacia necessaria per devitalizzare i tessuti della liana e salvare la struttura della coltura.
INSETTI
Piralide (Ostrinia nubilalis)


È uno dei nemici più pericolosi per il mais a causa della sua azione invisibile dall'esterno.
Le larve scavano gallerie all'interno dei fusti e delle spighe. Questo indebolisce la struttura della pianta, provocandone la caduta. Inoltre, le ferite aperte diventano la porta d'ingresso per funghi (come Aspergillus e Fusarium) che producono micotossine (Aflatossine e Fumonisine), rendendo il raccolto non idoneo al consumo umano o zootecnico.
Come eliminare la piralide?
Si interviene con trattamenti fogliari (prodotti come
Cordoba o
Delstar) durante la fase di fioritura per colpire sia le farfalle che le giovani larve prima che entrino nel fusto.
Diabrotica (Diabrotica virgifera virgifera)


Un coleottero altamente invasivo che attacca la pianta in due fasi diverse.
Le larve distruggono l'apparato radicale, causando il tipico sintomo a "collo d'oca" (la pianta si piega nel tentativo di sorreggersi); questo stress favorisce lo sviluppo di micotossine. Gli adulti, invece, divorano le sete della spiga, impedendo l'impollinazione e lasciando la spiga vuota.
Come eliminare la diabrotica?
Ferretto e Nottua


Sono insetti terricoli che colpiscono nelle primissime fasi di vita della coltura.
Agiscono in primavera distruggendo il seme in germinazione o recidendo la base delle piantine appena nate. Il risultato è una scarsa densità di piante in campo e la necessità di riseminare.
Come eliminare il ferretto e la nottua?
È fondamentale la prevenzione alla semina localizzando un microgranulare (come
Underline) direttamente nel solco di semina per proteggere il seme e il colletto della pianta.
